












(1604-1652, Venice)
Biblioteca Civica Padova
Writer and nun. Her books, strongly politcal in their nature, are: Paradiso monacale, 1643; Antisatira, 1644; Lettere familiari e di complimento, 1650; Le Lagrime D'Arcangela Tarabotti,1650; Che le donne siano della specie degli uomini, 1651 (published under the pseudonym Galerana Barcitotti); Tirannia paterna (published posthumously in 1654 under the title La semplicità ingannata)
La semplicita ingannata, with an unique dedicatory letter to God, was published with a false Leiden imprint.
Transcript
LA SEMPLICITÀ INGANNATA DI Galerana Baratotti.
IN LEIDA.
Appresso GIO. SAMBIX.
CIO IOC LIV,
[2r] A DIO.
VOi ben vedete, o Clementissimo Signor de Signori, che la Semplicità Ingannata, dettata da un cuor` innocente, non sarà ben veduta in questo ingannevol mondo: e perciò a voi la consacro, che
mirate sempre il midollo [2v] della buona intenzione, non la corteccia dell' apparenze. Non ad altri che alla stessa verità si devono queste linee, c'hanno per iscopo loro finale lo spiegare la verità. A voi dunque le offerisco, insieme con gli spiriti più vivi dell' anima mia, e prostrata a terra vi supplico di perdonar l'audacia del volo all' ardimentosa mia penna. Voi ben sapete, o caro et amatissimo Dio, che se dedicassi [3r] questa mia fatica a Prencipi terreni, sarebbe da loco rifiutata, e forse prohibita per le loro ragioni di stato, e non meno da ogn'altro in generale abborrita, come pregiudiziale all' interessate Politiche de gl` huomini, che in particolare da qualcheduno mal veduta, e sprezzata. E perché siamo in un secolo così perfido, che le semplici Vergini ingannate da loro stessi parenti, non [3v] hanno altro ricovero, che racchiudersi a lor dispetto in un Monastero, questo mio veridico parto, a punto qual abbandonata Verginella, né trova, né vuole altro appoggio, che la vostra misericordia, alla quale raccomando quest' opera mia, e me stessa, perché ambe restiamo illese dalle profonde voragini, che già vedo apprestarsi dalle bocche de maldicenti. So ben' io, che solo la vostra [4r] onnipotenza è scudo bastevole, per difender la verità e semplicità da colpi avvelenati di lingue irritate. Infondete dunque voi, co raggi del vostro Santissimo spirito, nei cuori de gli huomini la sincerità dei miei detti non capricciosi, interessati, o bugiardi; ma diretti al solo zelo del vostro Santissimo culto, et all` augumento spirituale delle vostre vere Religioni, mentr'io protestando [4v] al mondo tutto (testimonio voi) che non esagero contro agli ingannatori per isdegno; ma per obbligo di buona conscienza, perché n'ho sentito dall' altrui relazioni le rigidezze; v'adoro in spirito, e verità, e resto a pregarvi, che mi concediate, benché indegnamente, grazia e salute.
[5r] LETTORE.
Ecco la Semplicità Ingannata, che finalmente comparisce alla luce, per scoprire al Mondo il più fiero inganno, ch’abbia giammai saputo praticare la più accorta malizia, travestita di bontà.
E perché tu veda, che i miei detti sono dati sopra [5r] una candidissima verità, ti pronostico ch' udirai mille bugie, invenzioni, mormorazioni, e detrazioni verso di me.
Io però non ci penso, mentre so che il primo capitolo dei pazzi è il credere di satisfar ad ogn' uno. Cosa, che non è mai stata incontrata da nessuna penna, per celebre che sia, si come non
mai sono mancati Aristarchi, e ve ne saranno sino al fine del Mondo.
E ben di necessità à chi non [5v] vuol conoscere la verità il coprirla con le bugie, e perciò sentirai opinioni diverse, ma tutte dirette a un solo fine di detestar il mio libro, non per altro, se non perché s'oppone immediatamente alle operazioni de` tristi.
Fra le altre impertinenze, ch'udirai profferire, due saranno le principali: una ch'io nutrisca in me qualche sdegno particolare contro gli huomini. L'altra, ch’abbia in odio [6r] lo stato Religioso, e che perciò con fini inconvenienti desideri questa prima libertà, praticata nell’età dell'oro, e concorra nell' opinione di colui, che disse:
Quel ch'a te piace, lice. Tu Lettore per me rispondi, che la mia mente detesta la malvagità di tali pensieri, e che i miei scritti non sono i primi, che si facciano vedere contrari al genio de loro autori, mentre molti santi hanno discorso di queste scelleraggini, che non [6v] furono mai praticate da essi.
Soggiungi poi, che il mio cuore non ha mai havuto particolar occasione d'irritarsi contro al sesso virile, ma che non posso portar la memoria al senso delle parole ingannevoli, profferite dal primo de gli huomini in accusa di colei, che pure le era stata da Dio data per compagna, senza sentirmi qualche prurito d`ira.
Biasimo i vizi dell’huomo, non l'huomo, e biasimo [7r] la Monacata a forza, non quelle che chiamate dalle voci dello Spirito Santo si ritirano volontariamente a servir Dio nei Monasteri.
Quelli, che si sentiranno mordere dal verme della propria conscienza diranno, ch`io con ardimento soverchio parlo generalmente di tutti gli huomini, ma di gran longa s'inganneranno, perché colora, che coll'operar giustamente si rendono sicuri dalle mie, e dall' altrui offese, rimangono medianti
[7v] le loro operazioni, segregati da quegli iniqui, de quali io ragiono.
Poiché né tutti gli huomini sono tristi, né tutte le donne buone.
Decidi dunque, o tu che leggi, s`habbia del verisimile, che chi si dolerà sia de` colpevoli, e se tu vuoi esser sottratto del numero di questi di cui parlo, contempla gli scritti miei non come sdegnosi, e diretti alle ponture contro il sesso virile, poiché tali non sono, ma come ingenui, et indirizzati alla coltura dell' honor di Dio, se bene in tutto contrari all`interessate politiche de gli huomini.
Ma creda ogn' uno, e dica ciò che vuole, poco me ne curo, già che la mia intenzione non tende ad altro fine, che di mostrare come in veruna età del Mondo, né in qual si voglia legge, o antica, o nuova, promulgata da S. D. M. si trovi precetto, che comandi, o documento, ch'insegni,e esorti [8r] al far sacrificio di Vergini rinchiuse a forza.
Ben le riesce gradita sopra tutte le vittime l'oblazion voluntaria della virginità; ma abborrisce quelle operazioni, che sforzate non hanno altro di santo che l'apparenza.
Tali sono quelle Monache, ch'involontariamente racchiuse, benché innocentissime, sono come ree, dannate ad una perpetua prigione.
Sappi fra le altre cose, che [8v] se bene in un certo modo m'arrossisco, d'esser stata ardita di vergar queste carte, essendo priva di scienza, bramo nondimeno per salute del Cristianesimo, e per sollievo delle anime, piena d'un' ottima e Cattolica volontà, di spiegare in poco volume l'immensa crudeltà et inganno di quelli, che per sola avarizia et ambizione dedicano, prima che nate, le loro innocentissime viscere all`Inferno de viventi, perché tali sono i [9r] Chiostri religiosi alle Monache sforzate.
Vorrei perciò possedere l'eloquenza di Cicerone, e di Demostene, non per ottener quegli applausi, che non ambisco, ma perché le mie parole avvalorate da Spiriti retorici penetrassero più vivamente ne`cuori de gli huomini, a trarne il frutto tanto da me desiato.
Ma oimè , che in questo corrotto secolo pochi sono, che non siano macchiati, almeno acconsentendo di cosi [9v] enorme colpa, e per conseguenza appresso questi tali i detti miei saran poco, o niun frutto, anzi rimarranno censurati, come nati da un' animo non ben composto, sfornito di religione, et accusati di temerità; poiché sempre in questo fallace Mondo, veritas odium parit. Io però non stimo il giudizio di costoro, i quali non hanno altra mira, che'l loro interesse.
A me, che d'altro non [10r] godo, che della rettitudine della conscienza, basta l'occhio di Dio, che penetra nei più interni ripostigli dei cuori, senza ingannarsi.
Deponi dunque, per grazia, Lettor cortese, dell' animo tuo ogni sinistra opinione, e in tanto se non vuoi esser annoverato fra gli ingannevoli, procura alle tue figliuole, o parenti (se ne hai) che non havendo voglia di monacarsi, godano nella tua casa una vera educazion Christiana, accompagnata
da [10v] una modesta ritiratezza, né chiuder loro in horrida prigione il corpo, perché d'indi habbiano a precipitar l`infelice anima nel baratro infernale.
Compatisci , ti supplico, con benignità a miei mancamenti, e se resterai annoiato dalle mie dicerie, habbi pazienza, né credere , ch'io pretenda , che niuna cosa sia d'ascriversi alla virtù, ma alla sola verità, con la cui lingua parlo. [11r] S'altro non oprerò di buono, almeno con le mie voci svegliarò negli ingannevoli il rimorso della conscienza. Prosperità.
[12v] La divozion forzata,
Al Signore non è grata.
(1604-1652, Venice)
Biblioteca Civica Padova
Writer and nun. Her books, strongly politcal in their nature, are: Paradiso monacale, 1643; Antisatira, 1644; Lettere familiari e di complimento, 1650; Le Lagrime D'Arcangela Tarabotti,1650; Che le donne siano della specie degli uomini, 1651 (published under the pseudonym Galerana Barcitotti); Tirannia paterna (published posthumously in 1654 under the title La semplicità ingannata)
La semplicita ingannata, with an unique dedicatory letter to God, was published with a false Leiden imprint.













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LA SEMPLICITÀ INGANNATA DI Galerana Baratotti.
IN LEIDA.
Appresso GIO. SAMBIX.
CIO IOC LIV,
[2r] A DIO.
VOi ben vedete, o Clementissimo Signor de Signori, che la Semplicità Ingannata, dettata da un cuor` innocente, non sarà ben veduta in questo ingannevol mondo: e perciò a voi la consacro, che
mirate sempre il midollo [2v] della buona intenzione, non la corteccia dell' apparenze. Non ad altri che alla stessa verità si devono queste linee, c'hanno per iscopo loro finale lo spiegare la verità. A voi dunque le offerisco, insieme con gli spiriti più vivi dell' anima mia, e prostrata a terra vi supplico di perdonar l'audacia del volo all' ardimentosa mia penna. Voi ben sapete, o caro et amatissimo Dio, che se dedicassi [3r] questa mia fatica a Prencipi terreni, sarebbe da loco rifiutata, e forse prohibita per le loro ragioni di stato, e non meno da ogn'altro in generale abborrita, come pregiudiziale all' interessate Politiche de gl` huomini, che in particolare da qualcheduno mal veduta, e sprezzata. E perché siamo in un secolo così perfido, che le semplici Vergini ingannate da loro stessi parenti, non [3v] hanno altro ricovero, che racchiudersi a lor dispetto in un Monastero, questo mio veridico parto, a punto qual abbandonata Verginella, né trova, né vuole altro appoggio, che la vostra misericordia, alla quale raccomando quest' opera mia, e me stessa, perché ambe restiamo illese dalle profonde voragini, che già vedo apprestarsi dalle bocche de maldicenti. So ben' io, che solo la vostra [4r] onnipotenza è scudo bastevole, per difender la verità e semplicità da colpi avvelenati di lingue irritate. Infondete dunque voi, co raggi del vostro Santissimo spirito, nei cuori de gli huomini la sincerità dei miei detti non capricciosi, interessati, o bugiardi; ma diretti al solo zelo del vostro Santissimo culto, et all` augumento spirituale delle vostre vere Religioni, mentr'io protestando [4v] al mondo tutto (testimonio voi) che non esagero contro agli ingannatori per isdegno; ma per obbligo di buona conscienza, perché n'ho sentito dall' altrui relazioni le rigidezze; v'adoro in spirito, e verità, e resto a pregarvi, che mi concediate, benché indegnamente, grazia e salute.
[5r] LETTORE.
Ecco la Semplicità Ingannata, che finalmente comparisce alla luce, per scoprire al Mondo il più fiero inganno, ch’abbia giammai saputo praticare la più accorta malizia, travestita di bontà.
E perché tu veda, che i miei detti sono dati sopra [5r] una candidissima verità, ti pronostico ch' udirai mille bugie, invenzioni, mormorazioni, e detrazioni verso di me.
Io però non ci penso, mentre so che il primo capitolo dei pazzi è il credere di satisfar ad ogn' uno. Cosa, che non è mai stata incontrata da nessuna penna, per celebre che sia, si come non
mai sono mancati Aristarchi, e ve ne saranno sino al fine del Mondo.
E ben di necessità à chi non [5v] vuol conoscere la verità il coprirla con le bugie, e perciò sentirai opinioni diverse, ma tutte dirette a un solo fine di detestar il mio libro, non per altro, se non perché s'oppone immediatamente alle operazioni de` tristi.
Fra le altre impertinenze, ch'udirai profferire, due saranno le principali: una ch'io nutrisca in me qualche sdegno particolare contro gli huomini. L'altra, ch’abbia in odio [6r] lo stato Religioso, e che perciò con fini inconvenienti desideri questa prima libertà, praticata nell’età dell'oro, e concorra nell' opinione di colui, che disse:
Quel ch'a te piace, lice. Tu Lettore per me rispondi, che la mia mente detesta la malvagità di tali pensieri, e che i miei scritti non sono i primi, che si facciano vedere contrari al genio de loro autori, mentre molti santi hanno discorso di queste scelleraggini, che non [6v] furono mai praticate da essi.
Soggiungi poi, che il mio cuore non ha mai havuto particolar occasione d'irritarsi contro al sesso virile, ma che non posso portar la memoria al senso delle parole ingannevoli, profferite dal primo de gli huomini in accusa di colei, che pure le era stata da Dio data per compagna, senza sentirmi qualche prurito d`ira.
Biasimo i vizi dell’huomo, non l'huomo, e biasimo [7r] la Monacata a forza, non quelle che chiamate dalle voci dello Spirito Santo si ritirano volontariamente a servir Dio nei Monasteri.
Quelli, che si sentiranno mordere dal verme della propria conscienza diranno, ch`io con ardimento soverchio parlo generalmente di tutti gli huomini, ma di gran longa s'inganneranno, perché colora, che coll'operar giustamente si rendono sicuri dalle mie, e dall' altrui offese, rimangono medianti
[7v] le loro operazioni, segregati da quegli iniqui, de quali io ragiono.
Poiché né tutti gli huomini sono tristi, né tutte le donne buone.
Decidi dunque, o tu che leggi, s`habbia del verisimile, che chi si dolerà sia de` colpevoli, e se tu vuoi esser sottratto del numero di questi di cui parlo, contempla gli scritti miei non come sdegnosi, e diretti alle ponture contro il sesso virile, poiché tali non sono, ma come ingenui, et indirizzati alla coltura dell' honor di Dio, se bene in tutto contrari all`interessate politiche de gli huomini.
Ma creda ogn' uno, e dica ciò che vuole, poco me ne curo, già che la mia intenzione non tende ad altro fine, che di mostrare come in veruna età del Mondo, né in qual si voglia legge, o antica, o nuova, promulgata da S. D. M. si trovi precetto, che comandi, o documento, ch'insegni,e esorti [8r] al far sacrificio di Vergini rinchiuse a forza.
Ben le riesce gradita sopra tutte le vittime l'oblazion voluntaria della virginità; ma abborrisce quelle operazioni, che sforzate non hanno altro di santo che l'apparenza.
Tali sono quelle Monache, ch'involontariamente racchiuse, benché innocentissime, sono come ree, dannate ad una perpetua prigione.
Sappi fra le altre cose, che [8v] se bene in un certo modo m'arrossisco, d'esser stata ardita di vergar queste carte, essendo priva di scienza, bramo nondimeno per salute del Cristianesimo, e per sollievo delle anime, piena d'un' ottima e Cattolica volontà, di spiegare in poco volume l'immensa crudeltà et inganno di quelli, che per sola avarizia et ambizione dedicano, prima che nate, le loro innocentissime viscere all`Inferno de viventi, perché tali sono i [9r] Chiostri religiosi alle Monache sforzate.
Vorrei perciò possedere l'eloquenza di Cicerone, e di Demostene, non per ottener quegli applausi, che non ambisco, ma perché le mie parole avvalorate da Spiriti retorici penetrassero più vivamente ne`cuori de gli huomini, a trarne il frutto tanto da me desiato.
Ma oimè , che in questo corrotto secolo pochi sono, che non siano macchiati, almeno acconsentendo di cosi [9v] enorme colpa, e per conseguenza appresso questi tali i detti miei saran poco, o niun frutto, anzi rimarranno censurati, come nati da un' animo non ben composto, sfornito di religione, et accusati di temerità; poiché sempre in questo fallace Mondo, veritas odium parit. Io però non stimo il giudizio di costoro, i quali non hanno altra mira, che'l loro interesse.
A me, che d'altro non [10r] godo, che della rettitudine della conscienza, basta l'occhio di Dio, che penetra nei più interni ripostigli dei cuori, senza ingannarsi.
Deponi dunque, per grazia, Lettor cortese, dell' animo tuo ogni sinistra opinione, e in tanto se non vuoi esser annoverato fra gli ingannevoli, procura alle tue figliuole, o parenti (se ne hai) che non havendo voglia di monacarsi, godano nella tua casa una vera educazion Christiana, accompagnata
da [10v] una modesta ritiratezza, né chiuder loro in horrida prigione il corpo, perché d'indi habbiano a precipitar l`infelice anima nel baratro infernale.
Compatisci , ti supplico, con benignità a miei mancamenti, e se resterai annoiato dalle mie dicerie, habbi pazienza, né credere , ch'io pretenda , che niuna cosa sia d'ascriversi alla virtù, ma alla sola verità, con la cui lingua parlo. [11r] S'altro non oprerò di buono, almeno con le mie voci svegliarò negli ingannevoli il rimorso della conscienza. Prosperità.
[12v] La divozion forzata,
Al Signore non è grata.