




(c.1497 –1587, Genova).
Biblioteca civica, Padova
A canoness regular and a writer. At the age of thirteen, in 1510, she entered monastery of S. Maria delle Grazie in Genoa, taking the name Battista. She wrote Opere Spirituali, in three volumes which were published in Venice, one year after her death. The dedicatory epistle is signed by Dionisio Capretta from Piacenza Canon Regolare, to Nicolò Sfondrato (1535-1591), at the time cardinale and bishop in Cremona, later Pope Gregory XIV.Â
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Opere spirituali della Reverenda et Devotissima Vergine di Christo, Donna Battista da Genova, Canonica regulare Lateranense. In tre tomi distinte. Nelle quali tutta l’altezza della Chrisitana perfettione, et intima amorosa union con Dio (quanto sia possibile) chiaramente s’insegna.
Hor prima date in luce.
Con tre tavole utiilissime et copiosissime
SAL. XCIII
Beato è ben Signor, che tu ammaestri,
et insegni la legge santa tua.
Con privilegii.
In Venetia, Presso gli Heredi di Francesco Ziletti, 1588
[2r] All’Illustrissimo et Reverendissimo Signor Monsignor Nicolò Sfondrato, Cardinale et Vescovo di Cremona.
Le Opere della Veneranda Madre Donna Battista Vernacia, le quali hora si mandano in luce, sono per se stesse tanto spirituali et ripiene di affetti, et sentimenti divini, che pare, che non habbiano bisogno di altro presidio humano, per diffendersi da qualsivoglia calonnia, che loro potesse esser macchinata da altrui invidia, o malignità ; ma anzi che siano atte a persuadere, o convincere chiaramente chiunque con sincerità di mente le leggerà , che esse più con lume soprannaturale, et con uso continuo d'orazione, che con industria humana, o con altro studio siano state composte; la onde mi è parso del tutto soverchio a fare sopra di ciò longo discorso per modo di Apologia: solo ho giudicato conveniente di dar conto, perché si sia tardato tanto à pubblicarle, poiché già fono molti anni, che erano (per dir così) mature. Dico per tanto, che oltre la diligenza grande, et scrutinio che il molto Reverendo Padre Don Gasparo [2v] con canonico, et Padre mio spirituale di buona mem. volse fare intorno a dette Opere, spendendovi de gli anni; et oltre a quella che vi aggiunse l' Illustrissimo di Santa Prassede da poi, dandole da vedere ad alcuni Padri Thelogi di spirito et di erudizione molto segnalati, da quali furono accuratamente vedute, et con la loro sottoscrizione approvate; la causa di tale dilazione e stata la molta resistenza, che la Madre isstessa ha fatto, perché non si pubblicassero. Il che porge degna occasione di dubitare, qualsia stata maggior in lei; o la intelligenza, et il lume delle cose divine (il qual nelle medesime opere sue tanto chiaro risplende) o l'humiltà , in ripugnare alla loro pubblicazione. Et se domandasse alcuno, perché l'ha poi finalmente permesso hora? risponderei, che oltre l'ubbidienza, che a ciò l'ha indotta l’istessa humiltà , che prima t'haveva mossa a fare quanto poteva, per non permetterlo, le ha poi dettato a lasciarsi persuadere, che si faccia poiché il vero humile, si come per se stesso è alieno da ogni honore, così quando poi, per gloria di Dio, conviene ammetterlo, non lo ricusa: ma con saldo fondamento del basso sentire di sé, riferisce tutto all'autor d'ogni bene; et la vera, et soda virtù è quella, che sa passare per l'uno et per l'altro estremo: come con somma humiltà si gloriava l' Apostolo, quando diceva: Scio abundare, et penuriam pati. et da suoi seguaci richiedeva, che si avvezzassero a saper ugualmente [3r] passare per infamiam, et bonam famam, per gloriam, et ignobilitatem. Anzi lo spirito del quale sono ripiene le opere di questa Veneranda Madre, tutto è posto nell'annichilazione di se, et union con Dio; per il che l'anima da tal spirito posseduta, con ugual prontezza et abbassa se, et in se inalza, et glorifica Dio. Quanto al dedicar poi tutte queste Opere a V. S. Illustrissima, non occorre, che io mi distenda molto in darne conto; poiché per tanti titoli et tanto conosciuti da tutti, che meglio è tacerne, che con dirne assai, non arrivare però alla minor parte di quelli, se le dovea questo. Degnisi pur lei con la sua solita benignità ricever il dono, che le faccio, et adoprar l'autorità sua in proteggerle poiché questa è opera degna dell'alto stato, in cui l'ha posta Iddio, et delle molte grazie, et doni di virtù, che le ha conceduto; che io con tal confidenza, et con speranza di veder presto nel mondo frutto grande di Opere cosi pie, raccomandate alla protezione di tanto Signore, con ogni riverenza gli bacio le mani, et li prego da N. Signore grande aumento delle sue grazie, et adempimento de suoi santi desideri. Di Piacenza alli 5. di Gennaio 1587.
D.V. S. Illustrissima et Reverendissima
Indegno servo in Christo Don Dionisio da Piacenza Canonico Regolare Lateranense.
[3v] Luc. 2. Eph. 6. Hebr. 4. Tuam ipsius animam pertransiuit gladius, quod est Verbum Dei, penetrabilius omni gladio ancipiti, et pertingens usque ad divisionem anima, ac spiritus.
Quanto ben t’ha trapassato il core
Quel tagliente coltello, acuto et vivo.
Che l'alma dallo spirto (o che stupore)
Divide et questo al ciel salendo, in terra
Quella rimane. O quanto al mondo morta
T'ha fatta conversar in ciel superno,
Nel cor del Padre, ov’ei sempre dimora.
[4r] Donna Battista Vernacia Canonica Regolare Lateranense. D”anni LXXX. Tuam ipsius animam pertransiut gladius quod est verbum Dei.
[4v] OPERE CONTENVTE nel Primo Tomo.
1 Dell' unione dell' anima con Dio. Sopra il PATER NOSTER Matth.vi.
2 Della Cognition di Dio Parte prima, et seconda. fopra. Haec essi vita aterna. Ioan. xvii.
3 Delli Gaudii Celesti. sopra. Intra in gaudium Domini tui. Matt. xxv.
4 Appendice, Del modo di ottener gli sopradetti gaudi.
Nel Secondo Tomo.
5 Dell'Oratione. Sopra Oportet semper orare. Luc.xviii.
6 Cantici xii Spirituali.
7 Delli Gaudi Pianti Spirituali. Sopra gaudere cum gaudentibus et Rom.xii.
8 Del Bacio divino. Sopra Osculetur me osculo oris fui.
9 Della Mirabil vita de' morti al mondo. Sopra Mortui enim estis et. Coloss.iii
10 Della Perpetua union con Dio. Sopra Manete in me, et ego in vobis. Joan. xv.
Nel Terzo Tomo.
11 Di Varie Contemplazioni. Par.i
12 Di Varie Contemp. Par. ii.
13 Trattatello Della Vita spirituale.
14 Dubbi xivi con le Risposte del Padre Negroni
[4r] AL LETTORE. PERCHÉ quando l'anno passato si diedero per stampare queste opere, viveva ancora la R. M. Donna Battista; non si pensò mandar fuori con effe al trainsormazione della sua lodevolissima vita, che quella che si può raccorre dalla lezione delle sue opere: ma essendo ella, poco dopoi, passata, come speriamo, a vita beata; e pensando, che farebbe di molta satisfazione a lettori, d'intendere qualche particolare di questa tanto illuminata serva di Dio, ne havendo però piena narratione della vita di lei, ci è paruto bene di mettere qui due lettere scritte dalle R.Madri di quel Monasterio; l'una della santa vita, l'altra della felice morte sua, tra tanto che si scriva per avventura più pienamente la vita, che poi col Quarto Tomo, dell'opere sue, si potrà dar in luce.
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(c. 1614)
Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, Bologna
The short letter signed by Bianca Naldi, from Palermo, in 1614 is the only so far known work by her. It is dedicated by the Venetian bookseller Giacomo Violati to the Paduan noblewoman Laura Obizzi Pepoli. It represents a treatise on defence of female rights provoked by Giuseppe Passi’s misogynistic book I donneschi difetti, 1598.
Bianca Naldi might be the pseudonym.





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RISPOSTA Della Signora BIANCA NALDI DA PALERMO, Ad una Lettera di Giacomo Violati Libraro in Venetia, Scritta per occasione di ringraziamento per haverle mandato i Donneschi Difetti di Giuseppe Passi Academico Informe di Ravenna nominato l`ardito
All` Illustrissima Signora LAURA OBIZZA PEPOLI Dedicata.
IN VICENZA
Per Giacomo Violati Libraro in Venezia, 1614.
Con licenza de’ Superiori
[1r] Illustrisss. Sig e Patrona col.ma
Vennemi da Palermo a giorni andati la presente lettera, che V.S. illustrissima vede, e perché è scritta in difesa dell`honore Donnesco, ho voluto anche mandarla a lei, sapendo io qual sia il suo valore, quanto professa nelle lettere, quanto di esse ne ha gusto, et quanto ama chi se ne diletta. Favoriscami dunque V.S. Illustrissima riceverla con lieta fronte, in segno della divota mia servitù verso di lei, che a [1v] benché sia picciol dono, ne se gli offerisca la purpura di Creso, o lo Scettro del Magno Alessandro, risplende però in queste carte un affetto sincero, più puro d`ogni orientale tesoro: et viva di V.S. Illustrissima la gloria, et il suo nome viva.
Di Venezia li primo Giugno 1614.
Di V.S. Illustrissima
Servitore Humilissimo
Giacomo Violati
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