




(c. 1584, Padua)
Lettere di philosophia naturale di Camilla Herculiana, speciala alle tre stelle in Padoua, Indirizzate alla Serenissima Regina di Polonia: nella quale si tratta la natural causa delli Diluvij, et il natural formatione dell’Arco celeste. In Cracovia. Nella stamperia di Lazaro, nel’Anno 1584
Biblioteca Civica, Padova
Camilla was a philosopher and pharmacist from Padua. This book is her only extant work.. In the period between 1585 and 1588, Camilla Herculiana was questioned by the Inquisition (probably Paduan), because of the ideas in her only published book. The trial is documented in a book by Jacopo Menochio, Consiliorum sive responsarum (1604) on four pages: “Consilium DCCLXVI.A digitalized copy of the book heald in the Kórnik library, is available at: https://www.wbc.poznan.pl/dlibra/publication/395210/edition/308563,
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Lettere DI PHILOSOPHIA naturale di Camilla Herculiana, speciala alle tre stelle in Padova. Indirizzate alla Serenissima Regina di Polonia: nella quale si tratta la natural causa delli Diluvii, et il natural temperamento dell’huomo, et la natural formatione dell’Arco celeste.
In Cracovia
Nella stamperia di Lazaro. Nell’Anno 1584.
[1v] A
Studiosi di Philosophia
Mentre donna, con sommo ingegno, et arte
Ascende in parte, onde natura in noi
Li grandi effetti suoi, produce: e imparte,
Voi che le dotte carte
Volgendo ogni hor, la su poggiate, poi
Che tal donna fra voi, v’accende, e sprona,
Fate che di Helicona, e fonti suoi,
Da gli Hesperi, a gli Eoi
Lodi si sentan poi,
Di Camilla che sian degne, e di voi.
[2r] ALLA SERENISSIMA REGINA ANNA, REGINA DI POLONIA, Gran Duchessa di Lithuania, etc.
Havendo Serenissima Regina già molto tempo havuto in animo di far conoscere, quanto sia il desiderio, ch’io ho di servire vostra Maestà Serenis. ancora che io non la conosca, se non per la fama delle sue rare virtù, ne trovandomi occasione di poterli far manifesto il desiderio mio, ho voluto con questa opera mostrarle in parte, quanto io desideri di far conoscer al mondo, l’affetion mia verso di quella, ne mi pareva haver fatto opera buona, se non la dedicava a Vostra Maestà , la bontà , et la sapienzia, della quale, so, che di gran lunga avanza quella di Thomiri Regina delli Sciti et forse con il tempo si potria aguagliare alla famosa Zenobia, venendogli occasione, in fatti d’arme, che nella castità si può dire che ella l’avanza, di pietà et giustizia, verso i suoi popoli, mi parebbe superfluo il voler con scritti morti laudare la fama viva, per le quali cause, ella è tanto amata et riverita dai suoi, che par loro esser indegni di tanto beneficio concessogli, e massime li suoi creati, li quali non si stancano mai di predicare in ogni luoco la virtù, pietà et giustizia sua: il che conoscendo io, ancora che lontana da quella, ho voluto raccomandargli queste mie poche fatiche, fidandomi nella generosità sua, che non sprezzerà il piccol dono: benché di donna che desidera di illustrare quelle de [2v] suoi tempi, che tale invero è il desiderio mio. Ne trovandomi in stato, per lo quale possi far conoscere quello che noi vagliamo, ho voluto con gli studi far conoscere al mondo, che noi siamo atte a tutte le scientie, come gli huomini: e che invero Mirthis non fu nominata gigantessa, se non per la grandezza dei suoi fatti, e non fu cognominata tra il numero delli sette famosi Re de Lidia, se non per la sapienzia et eloquenzia sua: né Nicostrata Moglie di Evandro sarebbe stata tenuta in tanta stima, se non fosse stata più che dotta; né si sdegnano i famosi scrittori di dire, che se non fossero stati gettati i libri composti da lei per invidia nel fuoco, che il nome di Homero restava oscuro, è questo dissero, perché non erano all’hora gli huomini tanto privi d’humanità , che havessero a sdegno di conoscere e laudare la virtù in cui si fosse, poi che Cicerone non finse ancora lui di non conoscere la gran dottrina di Cornelia, quando dice nella sua rettorica, che se il nome di donna, non avesse sbatuta Cornelia, ella tra tutti i Philosophi meriterebbe esser singulare: ma hor non so da che stella maligna siano mossi a non volere conoscere per grandi, se non le cose fatte da loro. Il che conoscendo io ho voluto mandare sotto l’ombra di V. M. queste mie poche vigilie, essendo fatta certissima da molti delli suoi creati, che li seranno grate, per conoscerla virtuosissima, et amatrice delle scientie: Però mossa da questo desiderio di servirla, mando sotto l’ombra sua queste mie fatiche, dove credo che dignandosi di leggerle, li trovarà cose degne di belli intelletti, specialmente trattandosi di quello della verità del diluvio, della causa della [3r]
mutatione delli huomini, et la vera causa dell’apparatione del arco celeste, cose tutte degne da essere considerate da persone illustre, et che reggono il mondo: come quella, alla bona grazia, della qual mi inchino, et prego il S. Iddio, la mantenghi felice longo tempo insieme col Serenis. suo consorte, alla Maestà , del quale haveva proposto di dedicare quest’opera; ma conoscendo la occupata nelle guerre, non ho voluto darli questo travaglio, poi ch’ho conosciuto V.M. essere ancora lei attissima a diffendere quest’opera da malivoli. Di Padova, il 25 Febraro 1584.
Di V. M. Ser.
Affetionatissima Servitrice
Camilla Herculiana e Gregetta
[3v] A lettori
ParrĂ senza dubbio maraviglia ad alcuno, ch`io donna mi sia posta, a scrivere e dare alla stampa cose che non s`appartengono (secondo l`uso de nostri tempi) a donna; ma se vorranno con buon giudizio, e senza affezione alcuna considerar la mutazione de tempi, e delli stati, e de gl`huomini, e con qual materia sian creati; trovarĂ che non e la donna priva di quelle providenze e virtĂą che si sian
gli huomini: è vero che si potranno molto maravigliar, ch`io senza veder libri, m`habbia posta a dar`fuori queste quattro mal composte righe, principiando a mezzo del soggetto cosa in ve- ro sconvenevole quand`io non havessi animo, et anco scritto il principio et il rimanente, il tutto però sotto nome di lettere, le quali piacendo alla Maestà d`Iddio voglio quando sarà tempo mandar` in luce; ne havrei poste hora queste alla stampa, s`io non mi havessi fidata di farle vedere a persona che poi e ita altrove (come odo) a stamparle sotto suo nome, cosa che a me molto è spiaciuta, perciò ch` io non potrei dar fuori il rimanente, ma havrei perso tutte le mie fatiche: Né di queste fatiche farei io molta stima, se non mi si togliesse l` occasione de far conoscere il buon animo delle Donne de nostri tempi, cosa invero da me molto desiderata, et a fine che si conoschi, come ancor noi sappiamo che cosa sia Anima, voglio, piacendo a Dio, nelle altre mie dirvi, che cosa, e dove, e quando, et, in qual virtù si generi l` anima nostra: Parrà senza dubbio difficile il provar questo ad alcuni, ma a gli intelligenti non parerà cosa fuori della verità ; e questo si darà in
luce poco dappoi queste, secondo che mi parrà , che queste poche righe siano tenute, et accettate con quel buon animo che io le do in luce hora a voi; et insieme darò con altre bellissime dichiarazioni d` autori non molto facili ad intendersi: Ne il far questo mi da noia ancor ch`io habbia il travaglio d`allevar figliuoli, il peso del governo della casa e l`obbedienza del marito, e la mia complessione non troppo sana, quanto mi da noia il conoscere [4r] che da molti velati da spirito maligno saranno queste mia fatiche, o scritti biasimate, e tanto più saranno tenute vane e di poca stima, per esser tenute tali le Donne de nostri tempi: Ma con tutto ciò non voglio restar d`affaticarmi per ricuperar in parte l`honor delle spensierate, e sarò forsi una causa e svegliamento a gl` intelletti loro. E son sicura che s` attendessero a questo, non havriano ardire i Cavallieri esterni di venir` in questa inclita città di Padova e volere con spada, e lanza provar` e tassar noi d` imperfeczione. Oltre che son sicura che molti savi et intelligenti lettori di questa opera non si faranno beffe dell` invenzione diquella, et ammireranno la volontà mia, insieme con il desiderio dei miei pensieri. Vivete felici.
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(c. 1584, Padua)
Lettere di philosophia naturale di Camilla Herculiana, speciala alle tre stelle in Padoua, Indirizzate alla Serenissima Regina di Polonia: nella quale si tratta la natural causa delli Diluvij, et il natural formatione dell’Arco celeste. In Cracovia. Nella stamperia di Lazaro, nel’Anno 1584
Biblioteca Civica, Padova
Camilla was a philosopher and pharmacist from Padua. This book is her only extant work.. In the period between 1585 and 1588, Camilla Herculiana was questioned by the Inquisition (probably Paduan), because of the ideas in her only published book. The trial is documented in a book by Jacopo Menochio, Consiliorum sive responsarum (1604) on four pages: “Consilium DCCLXVI.A digitalized copy of the book heald in the Kórnik library, is available at: https://www.wbc.poznan.pl/dlibra/publication/395210/edition/308563,





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Lettere DI PHILOSOPHIA naturale di Camilla Herculiana, speciala alle tre stelle in Padova. Indirizzate alla Serenissima Regina di Polonia: nella quale si tratta la natural causa delli Diluvii, et il natural temperamento dell’huomo, et la natural formatione dell’Arco celeste.
In Cracovia
Nella stamperia di Lazaro. Nell’Anno 1584.
[1v] A
Studiosi di Philosophia
Mentre donna, con sommo ingegno, et arte
Ascende in parte, onde natura in noi
Li grandi effetti suoi, produce: e imparte,
Voi che le dotte carte
Volgendo ogni hor, la su poggiate, poi
Che tal donna fra voi, v’accende, e sprona,
Fate che di Helicona, e fonti suoi,
Da gli Hesperi, a gli Eoi
Lodi si sentan poi,
Di Camilla che sian degne, e di voi.
[2r] ALLA SERENISSIMA REGINA ANNA, REGINA DI POLONIA, Gran Duchessa di Lithuania, etc.
Havendo Serenissima Regina già molto tempo havuto in animo di far conoscere, quanto sia il desiderio, ch’io ho di servire vostra Maestà Serenis. ancora che io non la conosca, se non per la fama delle sue rare virtù, ne trovandomi occasione di poterli far manifesto il desiderio mio, ho voluto con questa opera mostrarle in parte, quanto io desideri di far conoscer al mondo, l’affetion mia verso di quella, ne mi pareva haver fatto opera buona, se non la dedicava a Vostra Maestà , la bontà , et la sapienzia, della quale, so, che di gran lunga avanza quella di Thomiri Regina delli Sciti et forse con il tempo si potria aguagliare alla famosa Zenobia, venendogli occasione, in fatti d’arme, che nella castità si può dire che ella l’avanza, di pietà et giustizia, verso i suoi popoli, mi parebbe superfluo il voler con scritti morti laudare la fama viva, per le quali cause, ella è tanto amata et riverita dai suoi, che par loro esser indegni di tanto beneficio concessogli, e massime li suoi creati, li quali non si stancano mai di predicare in ogni luoco la virtù, pietà et giustizia sua: il che conoscendo io, ancora che lontana da quella, ho voluto raccomandargli queste mie poche fatiche, fidandomi nella generosità sua, che non sprezzerà il piccol dono: benché di donna che desidera di illustrare quelle de [2v] suoi tempi, che tale invero è il desiderio mio. Ne trovandomi in stato, per lo quale possi far conoscere quello che noi vagliamo, ho voluto con gli studi far conoscere al mondo, che noi siamo atte a tutte le scientie, come gli huomini: e che invero Mirthis non fu nominata gigantessa, se non per la grandezza dei suoi fatti, e non fu cognominata tra il numero delli sette famosi Re de Lidia, se non per la sapienzia et eloquenzia sua: né Nicostrata Moglie di Evandro sarebbe stata tenuta in tanta stima, se non fosse stata più che dotta; né si sdegnano i famosi scrittori di dire, che se non fossero stati gettati i libri composti da lei per invidia nel fuoco, che il nome di Homero restava oscuro, è questo dissero, perché non erano all’hora gli huomini tanto privi d’humanità , che havessero a sdegno di conoscere e laudare la virtù in cui si fosse, poi che Cicerone non finse ancora lui di non conoscere la gran dottrina di Cornelia, quando dice nella sua rettorica, che se il nome di donna, non avesse sbatuta Cornelia, ella tra tutti i Philosophi meriterebbe esser singulare: ma hor non so da che stella maligna siano mossi a non volere conoscere per grandi, se non le cose fatte da loro. Il che conoscendo io ho voluto mandare sotto l’ombra di V. M. queste mie poche vigilie, essendo fatta certissima da molti delli suoi creati, che li seranno grate, per conoscerla virtuosissima, et amatrice delle scientie: Però mossa da questo desiderio di servirla, mando sotto l’ombra sua queste mie fatiche, dove credo che dignandosi di leggerle, li trovarà cose degne di belli intelletti, specialmente trattandosi di quello della verità del diluvio, della causa della [3r]
mutatione delli huomini, et la vera causa dell’apparatione del arco celeste, cose tutte degne da essere considerate da persone illustre, et che reggono il mondo: come quella, alla bona grazia, della qual mi inchino, et prego il S. Iddio, la mantenghi felice longo tempo insieme col Serenis. suo consorte, alla Maestà , del quale haveva proposto di dedicare quest’opera; ma conoscendo la occupata nelle guerre, non ho voluto darli questo travaglio, poi ch’ho conosciuto V.M. essere ancora lei attissima a diffendere quest’opera da malivoli. Di Padova, il 25 Febraro 1584.
Di V. M. Ser.
Affetionatissima Servitrice
Camilla Herculiana e Gregetta
[3v] A lettori
ParrĂ senza dubbio maraviglia ad alcuno, ch`io donna mi sia posta, a scrivere e dare alla stampa cose che non s`appartengono (secondo l`uso de nostri tempi) a donna; ma se vorranno con buon giudizio, e senza affezione alcuna considerar la mutazione de tempi, e delli stati, e de gl`huomini, e con qual materia sian creati; trovarĂ che non e la donna priva di quelle providenze e virtĂą che si sian
gli huomini: è vero che si potranno molto maravigliar, ch`io senza veder libri, m`habbia posta a dar`fuori queste quattro mal composte righe, principiando a mezzo del soggetto cosa in ve- ro sconvenevole quand`io non havessi animo, et anco scritto il principio et il rimanente, il tutto però sotto nome di lettere, le quali piacendo alla Maestà d`Iddio voglio quando sarà tempo mandar` in luce; ne havrei poste hora queste alla stampa, s`io non mi havessi fidata di farle vedere a persona che poi e ita altrove (come odo) a stamparle sotto suo nome, cosa che a me molto è spiaciuta, perciò ch` io non potrei dar fuori il rimanente, ma havrei perso tutte le mie fatiche: Né di queste fatiche farei io molta stima, se non mi si togliesse l` occasione de far conoscere il buon animo delle Donne de nostri tempi, cosa invero da me molto desiderata, et a fine che si conoschi, come ancor noi sappiamo che cosa sia Anima, voglio, piacendo a Dio, nelle altre mie dirvi, che cosa, e dove, e quando, et, in qual virtù si generi l` anima nostra: Parrà senza dubbio difficile il provar questo ad alcuni, ma a gli intelligenti non parerà cosa fuori della verità ; e questo si darà in
luce poco dappoi queste, secondo che mi parrà , che queste poche righe siano tenute, et accettate con quel buon animo che io le do in luce hora a voi; et insieme darò con altre bellissime dichiarazioni d` autori non molto facili ad intendersi: Ne il far questo mi da noia ancor ch`io habbia il travaglio d`allevar figliuoli, il peso del governo della casa e l`obbedienza del marito, e la mia complessione non troppo sana, quanto mi da noia il conoscere [4r] che da molti velati da spirito maligno saranno queste mia fatiche, o scritti biasimate, e tanto più saranno tenute vane e di poca stima, per esser tenute tali le Donne de nostri tempi: Ma con tutto ciò non voglio restar d`affaticarmi per ricuperar in parte l`honor delle spensierate, e sarò forsi una causa e svegliamento a gl` intelletti loro. E son sicura che s` attendessero a questo, non havriano ardire i Cavallieri esterni di venir` in questa inclita città di Padova e volere con spada, e lanza provar` e tassar noi d` imperfeczione. Oltre che son sicura che molti savi et intelligenti lettori di questa opera non si faranno beffe dell` invenzione diquella, et ammireranno la volontà mia, insieme con il desiderio dei miei pensieri. Vivete felici.
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