


(c. 1552, Venice or Florence)
UniversitĂ degli Studi di Torino, Biblioteca Norberto Bobbio.
The digital copy available at: dl.unito.it
Daphne di Piazza is pseudonym; the authority of the book might belong to the group of Florentine academics. It is dedicated by the Venetian publisher Stefano di Alessi to Pietro Fassina.
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Transcript
Academia di Enigmi in Sonetti di Madonna Daphne di Piazza, agli academici Fiorentini suoi amanti. Cosa ingeniosa, arguta et bella da eccitar gli acuti et elevati ingegni, et di notabile piacere, non piĂą veduta.
Aggiuntivi alcuni altri molto ingeniosi et dilettevoli non mai stampati. Tutti nuovamente con accurata dilgenzia corretti. Con la tavola della lor dichiarazione nel fine.
In Venezia appresso Stefano di Alessi, alla Libraria del Cavaletto, al ponte de Rialto, in Calle della Bissa, 1561.
[1v] Stefano di Alessi a M. Pietro Fassina.
Essendomi venuta alle mani messer Pietro humanissimo la presente operetta di Enigmi, o vogliam dir, oscure locuzioni da intendere, et giudicando quella dover non poco esser grata agli eruditi et virtuosi, conciossiaché da molti degni et honorati giovani sia stato richiesto et impulso a mandarla in luce, conoscendo che le altre operette per me li preteriti giorni dedicatevi, state sono favoreggiate da voi, ho voluto parimenti dedicarvi anchor questa, si perché parmi assai convenirsi alla sottigliezza del vostro ingegno (per esser nel vero opera molto ingeniosa ed ad eccitar le menti de lettori accomodata) si ancora perché mediante le vostre virtù con l’autorità del vostro nome s’acquisti credito et riputazione appresso gli huomini, a V.S. dunque la dono et consacro et me insieme, la qual per la natia sua bontà prenderà la cura et protezione di detta opera, quella difendendo da rabbiosi morsi de calunniatori, et alla buona grazia sua di continuo mi raccomando.
SONETTO IN ISCUSATIONE DELLA INVENTRICE
IO CHE giĂ vissi in liber-
tade et sciolta
Fui d’human seme come l’al-
Tre nata,
Forma cangiai, per troppo
Esser amata
A mal mio grado, ch’a l’hor mi fu tolta.
La propria imago et in frondi rivolta
Et divenni in un lauro trasformata. 
Hor son di novo in marmo riformata.
Et fatta schiava da chi m’ha insepolta.
Pur convienmi disporre ogn’odio et sdegno
Per darvi alcun de pomi di mie fronde,
Acciò gustiate il vario sapor loro.
Chi di spremerli piĂą farĂ disegno
Più ne trarrà il liquor che’n lor s’asconde,
et truoverallo più chiaro che l’oro.
SONETTO IN ISCUSAZIONE
DE GLI ALTRI SONETTI.
Ne l’aride mie frondi, son creati
In rami che giĂ mai produsson fiori,
Agresti pomi di scorzo et sapori
C’hor da l’inculta lor piant’ho levati.
Quai dono a voi gentil, cari et pregiati
Amanti degni si supremi honori.
[2r]
Deh se possiate lieti i nostri amori
Passar, questi miei versi non sdegnati
Ne vi dispiacci sian posti per gioco
Dinanzi a voi fu l’honorata mensa,
dopo che sazi di altri cibi eletti
Sarete , allor donate a questi loco
Ne la divina nostra alma dispensa,
Acciò che mondi siano de lor difetti.
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(c. 1552, Venice or Florence)
UniversitĂ degli Studi di Torino, Biblioteca Norberto Bobbio.
The digital copy available at: dl.unito.it
Daphne di Piazza is pseudonym; the authority of the book might belong to the group of Florentine academics. It is dedicated by the Venetian publisher Stefano di Alessi to Pietro Fassina.



Transcript
Academia di Enigmi in Sonetti di Madonna Daphne di Piazza, agli academici Fiorentini suoi amanti. Cosa ingeniosa, arguta et bella da eccitar gli acuti et elevati ingegni, et di notabile piacere, non piĂą veduta.
Aggiuntivi alcuni altri molto ingeniosi et dilettevoli non mai stampati. Tutti nuovamente con accurata dilgenzia corretti. Con la tavola della lor dichiarazione nel fine.
In Venezia appresso Stefano di Alessi, alla Libraria del Cavaletto, al ponte de Rialto, in Calle della Bissa, 1561.
[1v] Stefano di Alessi a M. Pietro Fassina.
Essendomi venuta alle mani messer Pietro humanissimo la presente operetta di Enigmi, o vogliam dir, oscure locuzioni da intendere, et giudicando quella dover non poco esser grata agli eruditi et virtuosi, conciossiaché da molti degni et honorati giovani sia stato richiesto et impulso a mandarla in luce, conoscendo che le altre operette per me li preteriti giorni dedicatevi, state sono favoreggiate da voi, ho voluto parimenti dedicarvi anchor questa, si perché parmi assai convenirsi alla sottigliezza del vostro ingegno (per esser nel vero opera molto ingeniosa ed ad eccitar le menti de lettori accomodata) si ancora perché mediante le vostre virtù con l’autorità del vostro nome s’acquisti credito et riputazione appresso gli huomini, a V.S. dunque la dono et consacro et me insieme, la qual per la natia sua bontà prenderà la cura et protezione di detta opera, quella difendendo da rabbiosi morsi de calunniatori, et alla buona grazia sua di continuo mi raccomando.
SONETTO IN ISCUSATIONE DELLA INVENTRICE
IO CHE giĂ vissi in liber-
tade et sciolta
Fui d’human seme come l’al-
Tre nata,
Forma cangiai, per troppo
Esser amata
A mal mio grado, ch’a l’hor mi fu tolta.
La propria imago et in frondi rivolta
Et divenni in un lauro trasformata. 
Hor son di novo in marmo riformata.
Et fatta schiava da chi m’ha insepolta.
Pur convienmi disporre ogn’odio et sdegno
Per darvi alcun de pomi di mie fronde,
Acciò gustiate il vario sapor loro.
Chi di spremerli piĂą farĂ disegno
Più ne trarrà il liquor che’n lor s’asconde,
et truoverallo più chiaro che l’oro.
SONETTO IN ISCUSAZIONE
DE GLI ALTRI SONETTI.
Ne l’aride mie frondi, son creati
In rami che giĂ mai produsson fiori,
Agresti pomi di scorzo et sapori
C’hor da l’inculta lor piant’ho levati.
Quai dono a voi gentil, cari et pregiati
Amanti degni si supremi honori.
[2r]
Deh se possiate lieti i nostri amori
Passar, questi miei versi non sdegnati
Ne vi dispiacci sian posti per gioco
Dinanzi a voi fu l’honorata mensa,
dopo che sazi di altri cibi eletti
Sarete , allor donate a questi loco
Ne la divina nostra alma dispensa,
Acciò che mondi siano de lor difetti.
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