




(1503 Mantova – 1561 Rome)
Biblioteca comunale dell’ArchiginnasioÂ
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DELLA VERA TRANQUILLITA' DELL' ΑΝΙΜΟ. Opera utilissima, et nuovamente composta dalla Illustrissima Signora la Signora Isabella Sforza. ALDUS M. D. XLIIII .
Con privilegio del sommo Pontefice Papa Paolo III. Et della Illustrissima Signoria di Vinegia, per anni X.
[3r] Allo Illustrissimo et Reverendissimo Signore Il Signor Otho Truxes, dell'imperio
barone dignissimo, et di Augusta Vescovo meritissimo.
RITORNANDO Illustris. Sig. mio dall'ultime parti di Piccardia, per venirmene in Italia a riveder gli amici, et quelli, che di affinità m'erano congiunti: volle mia buona sorte, che io mi rincontrassi nel Sig. Emilio Ferretto, già consigliere di sua Maestà , huomo in tutte le buone discipline consumato, col quale entrando io in vari ragionamenti: fra molte cose, che da lui mi fussero con meraviglioso ordine dette, su della Tranquillità dell'animo le quali cose per si fatta maniera nel capo mi entrarono, che io deliberai non doppo molto scriverne contemplazione del Magnifico, et virtuoso M. Paolino Manfredi, cittadino Luchese, un picciolo trattato: et essendo alla deliberazione quasi conseguito l'effetto giunsi in Italia, et finalmente in Piacenza: dove, siccome era di mio vecchio costume, visitai la Signora Isabella Sforza, alla quale per [3v] infiniti rispetti mi conosceva obbligatissimo: ne credo fusse questa mia visita senza voler divino: conciosiach'io la ritrovassi tutta occupata in trattar simile argomento. Et havendo con molte preghiere ottenuto di leggere così alla sfuggita i suoi divini componimenti, parvemi si dolcemente trattata questa materia, che subito con mio gran rossore feci disegno di ardere quanto ne havessi già circa tal soggetto scritto, ne vi prenda di ciò meraviglia alcuna Signor mio, che si dottamente possa scrivere una donna, nelle mondane delizie sin da fanciulla avezza, essendo d'ingegno elevatissima, di memoria tenacissima, et grandissima osservatrice de savi detti oltre che mi paia, che nostro Sig. Iddio habbi di sua Sig. spetialissima cura, havendola da pericolose infermità sovente risanata, et postole nel cuore ardentissimo disiderio delle scritture sante: di modo, che non mai, o di rado da molti anni in qua l'ho veduta far altro, che volger sossopra hor questo et hor quell'altro degno auttore: si che non è punto da maravigliarsi, che dal suo bell'ingegno eschino frutti si dolci, et si saporiti. Havendo io pertanto giudicato, essere gli scritti suoi di gran lunga alli miei superiori, [4r] contentandosi ella che per lo mio mezzo in luce uscissero: parvemi anche ottimamente fatto il dedicarli al nome nostro, il quale è divenuto hormai per tutta Italia gratiosissimo, mercè delle infinite cortesie usate, mentre con incredibile benvolentia reggeste lo studio di Pavia, mentre fuste a servigi di sua Santita, e mentre governaste il Decanato della città di Trento. Il che ha causato, che grandissima stata sia l'allegrezza de tutti i buoni, quando per più d'un messo s'intese, che assunto suste all'ufficio, et dignità episcopale, entrò all'hora ne` petti di ciascuno una ferma speranza, che insieme con il valoroso signor Christoforo Madruccio haveste da racchetare le molte discordie, che tra i dotti di vostra natione si veggono, essendo amendue di rara prudentia, di eruditione segreta, et di ottima volontà ornati. Pigli adunque la Signoria vostra il presente libretto, qual si divotamente le appresento: leggalo con attentione, et vedrà , quanto possa negli studi delle buone lettere il sesso femminile, pur che vi si applichi, et pur che vi si esserciti: et piacendole (si come credo) questo brieve trattato della Tranquillità , mi darà animo d'havere à impetrare [4v] dalla sua cortesia altri belli, et gratiosi componimenti, che forse più di questi vi aggradiranno. Et qui facendo fine, baciovi con la debita riverentia le mani. Di Vinegia, alli X. di Maggio, del XLIIII.
Affettionatissimo di vostra Illustrissima
Signoria il Tranquillo.
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(1563, Rovigo – 1584)
Biblioteca Civica Padova
In 1577 she published her first oration dedicated to Sebastiano Veniero, and the following year the second one: Seconda orazione di mad. Issicratea Monte Rodigina., Nella congratulatione dell` Invittis. et Serenis. Principe di Venetia, Sebastiano Veniero. In 1578 she published Oratione nella congratualtione del serenissimo principe di Venezia, Noccolò da Ponte. She also published sonnets.





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SECONDA ORATIONE DI MAD. ISSICRATEA MONTE RODIGINA, Nella congratulatione dell` Invittis. et Serenis. Principe DI VENETIA SEBASTIANO VENIERO.
Da lei propria recitata nell` Illustriss. et Eccellentiss
Collegio a sua SerenitĂ
In Venetia, appresso Domenico, et Gio. Battista Guerra, fratelli.
M D LXXVIII
[1v]A L L A V I R T U O S I S S I M A
SIGNORA ISSICRATEA
MONTE RODIGINA
MAD. M.P.
MENTRE oscurando in noi l`illu-
stri, e chiare
Glorie d`ogni piĂą altera Alma, e per-
fetta,
Questa nova Minerva al Ciel diletta
Sparge un mar di virtĂą nel nostro
mare;
Veggio all` alma eloquenza il Ciel fermare;
E Natura stupir, ch`opra sì eletta
Formar sapesse; onde ogni spirto alletta
Con la beltà , ch`all`alto ingegno è pare.
Proteo, e Nettuno alle famose arene
Col tridente di perle arride; e il Sole
Si specchia, e terge in si leggiadro volto,
Felice età , che sì gran pregio ottiene;
E piĂą le piaggie avventurate, e sole,
Ove`l frutto divin dagli Dei fu colto.
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