



(1501/5 -1556, Rome)
Biblioteca del Museo Correr, Venezia
Writer, philosopher and intellectual. She was a honest courtesan. She wrote:
Rime, 1547 (1549, 1560), Dialogo dell’infinità dell’amore , 1547 (1552). Posthumoously, during the early modern period, were published two other her works, Il Meschino, 1560 and Rime,1693.
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Transcript
RIME DELLA SIGNORA TULLIA DI ARAGONA, ET DI DIVERSI A LEI. DI NOVO RISTAMPATE ET in piĂą luoghi corrette .
CON. PRIVILEGIO
IN VINEGIA APPRESSO GABRIEL GIOLITO DE FERRARI .
MDXLIX .
ALLA ILLVSTRISS.ET ECCELLENTISS. SIGNORA LA S. DONNA Leonora di Toledo Duchessa di Firenze padrona Sua osservandissima .
TULLIA DI ARAGONA.
Io so bene Nobilissima virtuosissima Signora Duchessa, che quanto la bassezza della condition mia è men degna della altezza di quella di V. Eccell. tanto la rozzezza de componimenti miei è minore dello ingegno, et giudicio suo: et per questa cagione sono stata in dubbio gran tempo se io dovessi indirizzare a cosi grande, et honorato nome quanto è quello di V. Eccell. così picciola et cosi ignobile fatica, come è quella de Sonetti composti da me più tosto per suggir l'otio molte volte, o per non parere scortese a quelli, che i loro mi haveano indrizzati, che per credenza di doverne acquistar fama o pregio alcuno appresso le genti . Ma disiderando io di mostrare in qualche modo qualche parte della devotissima servitù mia verso V. Eccell. per gli obblighi che le ho molti, et grandissimi si a lei, et si a quella dello invitto et gloriosisimo consorte suo, presi ardimento, et mi risolsi finalmente di non mancare a me medesima, ricordandomi che i componimenti di tutti gli scrittori hanno in tutte le lingue, et massimamente quegli di Poeti havuto sempre cotal gratia, et preminenza, che niuno quantunque grande , non solo non gli ha rifiutati mai, ma sempre tenuti carissimi. Perché io anchor che (come ho detto) conosca benissimo così l'altezza dello stato suo, come la bassezza della condition mia; presento humilmente con devotissimo cuore queste mie
poche basse et picciole fatiche alle moltissime grandissime et altissime virtĂą di lei; pregandola con tutto l'animo non al dono voglia ne a chi dona, ma a se medesma rigvardare .
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(1501/5 -1556, Rome)
Biblioteca del Museo Correr, Venezia
Writer, philosopher and intellectual. She was a honest courtesan. She wrote:
Rime, 1547 (1549, 1560), Dialogo dell’infinità dell’amore , 1547 (1552). Posthumoously, during the early modern period, were published two other her works, Il Meschino, 1560 and Rime,1693.




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RIME DELLA SIGNORA TULLIA DI ARAGONA, ET DI DIVERSI A LEI. DI NOVO RISTAMPATE ET in piĂą luoghi corrette .
CON. PRIVILEGIO
IN VINEGIA APPRESSO GABRIEL GIOLITO DE FERRARI .
MDXLIX .
ALLA ILLVSTRISS.ET ECCELLENTISS. SIGNORA LA S. DONNA Leonora di Toledo Duchessa di Firenze padrona Sua osservandissima .
TULLIA DI ARAGONA.
Io so bene Nobilissima virtuosissima Signora Duchessa, che quanto la bassezza della condition mia è men degna della altezza di quella di V. Eccell. tanto la rozzezza de componimenti miei è minore dello ingegno, et giudicio suo: et per questa cagione sono stata in dubbio gran tempo se io dovessi indirizzare a cosi grande, et honorato nome quanto è quello di V. Eccell. così picciola et cosi ignobile fatica, come è quella de Sonetti composti da me più tosto per suggir l'otio molte volte, o per non parere scortese a quelli, che i loro mi haveano indrizzati, che per credenza di doverne acquistar fama o pregio alcuno appresso le genti . Ma disiderando io di mostrare in qualche modo qualche parte della devotissima servitù mia verso V. Eccell. per gli obblighi che le ho molti, et grandissimi si a lei, et si a quella dello invitto et gloriosisimo consorte suo, presi ardimento, et mi risolsi finalmente di non mancare a me medesima, ricordandomi che i componimenti di tutti gli scrittori hanno in tutte le lingue, et massimamente quegli di Poeti havuto sempre cotal gratia, et preminenza, che niuno quantunque grande , non solo non gli ha rifiutati mai, ma sempre tenuti carissimi. Perché io anchor che (come ho detto) conosca benissimo così l'altezza dello stato suo, come la bassezza della condition mia; presento humilmente con devotissimo cuore queste mie
poche basse et picciole fatiche alle moltissime grandissime et altissime virtĂą di lei; pregandola con tutto l'animo non al dono voglia ne a chi dona, ma a se medesma rigvardare .
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