



(1546 -1591, Venice)
A poetess and honest courtesan. She published: Terze rime e sonetti, 1575 and Lettere ai familiari et diversi, 1580. Terze rime are dedicated to Vincenzo I Gonzaga (1562-1612), duke of Mantua and Monferrato.
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TERZE RIME DI VERONICA FRANCA AL SERENISSIMO SIGNOR DUCA DI MANTOVA
ET DI MONFERRATO .
AL SERENISSIMO PRENCIPE SIGNOR ET PADRON MIO COLENDISSIMO IL SIG .DUCA DI MANTOVA et di Monferrato .
VERONICA FRANCA.
[2r] SE ben lontanissima corrispondenza, et quasi disproporzionata proporzione si trova tra le chiarissime virtù dell'Altezza vostra, e il mio desiderio d'honorarla, et degnamente servirla, si che tutto quello, ch'io potessi fare in questa impresa, sarebbe men ch' ombra a paragon del vero; nondimeno in quello, dove mi sono mancate le forze, e i convenevoli concetti di celebrarla, et esaltarla, m'è sopravanzato l'animo d'esprimerle questo mio virtuoso, sebben impossibile desiderio, in tanto che non mi sono potuta astenere, ch'io non ne l'accertassi col debile testimonio di queste poche terze Rime, che le dedico, non in modo che trattino il singolar merito delle sue ricchissime [2v] doti, che queste non cadono sotto la povertà del mio incapace stile; ma in maniera, che, dando al suo discreto giudizio alcun legger gusto della mia bassa musa, con questa esperienzia quasi mostrando la mia insufficienza, perché poi mi vaglia per buona scusa s'io non ardisco por bocca nel Cielo del suo inestimabil valore, debbano sotto l'autorità del suo gloriosissimo nome comparire nella presenzia del secolo, et liberamente appresentarsele, con assoluta dependenza dall'arbitrio della nostra Altezza; la quale, conoscendo in ciò la mia brama, che non ha per fine altro, che di scoprir a lei la prontezza di se stessa, gradirà son certa in questo minimo dono l'infinitudine dell'animo mio in riconoscer il suo merito, col tributo di quello, che m'è concesso, poi ch'io non passo con quello, che si converrebbe a lei: per più distinta significazion della mia devozione le porgo questo mio volume per man d'un mio ancor fanciullo figliuolo, quivi per adempier quest' officio da me mandato; il quale nel volto, et ne gli atti, e in ogni guisa d'inchinevole riverenza meglio d’ogni altro esprimendo il mio medesimo core nella serenissima sua presenza, mi vaglia tanto più a conciliarmi il favor della sua cortesissima grazia in merce della mia sviscerata osservanza, e in sopplimento di quello ove io non giungo col potere all'union degli effetti con la mia volontà , con la [3r] quale mi sono legata di perpetuo indissolubil nodo di humilissima servità con la Sublimità vostra.
Di Venetia al 15. di Novembre.
M D L X X V.
(1546 -1591, Venice)
A poetess and honest courtesan. She published: Terze rime e sonetti, 1575 and Lettere ai familiari et diversi, 1580. Terze rime are dedicated to Vincenzo I Gonzaga (1562-1612), duke of Mantua and Monferrato.




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TERZE RIME DI VERONICA FRANCA AL SERENISSIMO SIGNOR DUCA DI MANTOVA
ET DI MONFERRATO .
AL SERENISSIMO PRENCIPE SIGNOR ET PADRON MIO COLENDISSIMO IL SIG .DUCA DI MANTOVA et di Monferrato .
VERONICA FRANCA.
[2r] SE ben lontanissima corrispondenza, et quasi disproporzionata proporzione si trova tra le chiarissime virtù dell'Altezza vostra, e il mio desiderio d'honorarla, et degnamente servirla, si che tutto quello, ch'io potessi fare in questa impresa, sarebbe men ch' ombra a paragon del vero; nondimeno in quello, dove mi sono mancate le forze, e i convenevoli concetti di celebrarla, et esaltarla, m'è sopravanzato l'animo d'esprimerle questo mio virtuoso, sebben impossibile desiderio, in tanto che non mi sono potuta astenere, ch'io non ne l'accertassi col debile testimonio di queste poche terze Rime, che le dedico, non in modo che trattino il singolar merito delle sue ricchissime [2v] doti, che queste non cadono sotto la povertà del mio incapace stile; ma in maniera, che, dando al suo discreto giudizio alcun legger gusto della mia bassa musa, con questa esperienzia quasi mostrando la mia insufficienza, perché poi mi vaglia per buona scusa s'io non ardisco por bocca nel Cielo del suo inestimabil valore, debbano sotto l'autorità del suo gloriosissimo nome comparire nella presenzia del secolo, et liberamente appresentarsele, con assoluta dependenza dall'arbitrio della nostra Altezza; la quale, conoscendo in ciò la mia brama, che non ha per fine altro, che di scoprir a lei la prontezza di se stessa, gradirà son certa in questo minimo dono l'infinitudine dell'animo mio in riconoscer il suo merito, col tributo di quello, che m'è concesso, poi ch'io non passo con quello, che si converrebbe a lei: per più distinta significazion della mia devozione le porgo questo mio volume per man d'un mio ancor fanciullo figliuolo, quivi per adempier quest' officio da me mandato; il quale nel volto, et ne gli atti, e in ogni guisa d'inchinevole riverenza meglio d’ogni altro esprimendo il mio medesimo core nella serenissima sua presenza, mi vaglia tanto più a conciliarmi il favor della sua cortesissima grazia in merce della mia sviscerata osservanza, e in sopplimento di quello ove io non giungo col potere all'union degli effetti con la mia volontà , con la [3r] quale mi sono legata di perpetuo indissolubil nodo di humilissima servità con la Sublimità vostra.
Di Venetia al 15. di Novembre.
M D L X X V.