


(c.1490-1547, Rome)
marchioness of Pescara, noblewoman and one of the most influential female poets and intellectuals of the Italian Renaissance.
Rime della Divina Vettoria Colonna Marchesana di Pescara, is one of the first volumes of her poetry. Eleven editions of her verses appeared in the period between 1528 and 1548.
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(c. 1566, Verona)
Biblioteca Civica di Padova
Poet of occasional sonnets, she published Rime diverse, 1613, Varie rime 1614 (1619),
In 1614 she wrote a letter to the Paduan doctor and writer, Giovanni Battista Barbo, the author of the misoginistic poem, L’oracolo, overo invettiva contro le donne.



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VARIE RIME DI VENERANDA CAVALLI.
Dedicate AL SER. MO FERDINANDO GONZAGA
Duca di Mantova, e di Monferrato.
In Verona, Per Bortolamio Merlo
Con licenza de` Superiori. 1614.
[3] Al Serenissimo Sig. FERDINANDO GONZAGA Duca di Mantova, et di Monferrato
Sono stata molti giorni in forse, a guisa di nave da diversi venti agitata, s`io dovevo, o non dedicar a
V. A. S. questi della mia idea mal nati figli, perché rimirando l`altezza sua, e la bassezza loro, i gran
merti di lei la loro poca eleganza rimanevano da straordinario timore i sensi miei oppressi, e le potenze dell`anima inhabili agli uffizi loro; onde non sapeva l`intelletto discorrere, la memoria serbar gli oggetti intesi, o la volontà cosa che buona fosse eleggere; avvenga che sommamente desiderasse far acquisto della grazia sua. Ma risvegliati al fin li spirti miei considerando che nulla è peggio di una irresoluta, e tarda mente, et che a gli audaci il cielo arride spesso, mi dipinsero l`Altezza sua, come apertamente dimostra [4] dover gir di pari, se non passar innanzi di generoso, et alto core nell`armi, a tanti segnalati Capitani, e Prencipi che risplendono a guisa di tanti Soli, nel lucido Cielo della Serenissima Casa Gonzaga, et come tanti fulmini di guerra, anzi tanti novi Marti. Sono stati ammirati, e temuti dal mondo, et fra gli altri, quelli non mai abbastanza lodati Marchese Francesco, et Duca Federico primo degni di eterna memoria, i quali con honorato corso ha seguito il Sereniss. suo Padre invincibile, et a nimici formidabile. Non meno anco si scopre nell`humanità, e gentilezza perfetta imitatrice del tanto celebrato Reverendiss. Sig. Cardinal Ercole, e tanti altri Illustriss. Cardinali ogn`uno di essi per le loro qualità singolarissime meritevoli della sede Apostolica; gli uni, et gli altri de ‘quali sono stati non meno da gli estrani serviti per amore, che da sudditi per debito assicurandomi che Prencipe cosi singolare, et degno, che tutto il Mondo gli obbedisca, non sprezzerà quella divozione, et ossequio con che gli offerisco queste mie composizioni, anzi che con il suo splendore leverà le tenebre che le offuscano, con l`abbondanza de` merti [5] suoi supplirà ai loro difetti abbellendo il loro rozzo stile, sendo atto il solo nome dell`Altezza sua, non che il Regale aspetto a render beato se tanto dir lice l`Inferno. Per il che le mando con quei miglior ornamenti, che le ha possuto il mio debol ingegno ministrare. Non sdegni o generoso Sire la benignità sua con lieto volto accettarle, et esser di esse, et di chi le invia cortese come possente protettore conforme al nobilissimo, et ingenuo animo suo. Mentre ch`io da chi regge il tutto il prego per molti lustri felicissima vita; Ampiezza di stato, successori a lei, et a suoi antenati conformi ne valorosi gesti, et basciandoli la sinistra parte delle vesti con ogni riverenza, li disio come gli è dovuto, di più regni al capo gemmata Corona, et alla invitta mano aurato Scettro.
Di V.A. Sereniss.
Humiliss. ser.
Veneranda Cavalli
[6] A Lettori.
Siano avvertiti li benigni Lettori, che se leggendo questo Libro ritroverann alcune voci
come sorte, fortuna, e simili vi sono posti per la licenzia, che si suol concedere al verso, sen-
do che chi li pose, e soggetta, et obbedientissima alla santa Chiesa Romana, et de` Catholici precetti servatrice incontaminata.
[7] Alla M. Illustre Signora Veneranda Bragadina Cavalli
Alberto Pagello
S` Illustre è quel, che le volgari,
e torte.
Strade lasciando, ond’è ch’-
alcun s`inganni.
Verso l`Eternità spiegando i
vanni
A la gloria, a l`Onor s`apre le porte.
S’è dritto, che gran fama indi riporte,
Chi sol poggiando ver gli Empirei Scanni
Mostra; vestendo di Minerva i panni;
Quanto di bel l`Arte, e Natur`apporte:
Se celebrate son l`Eroiche note
Non vergate con canna atra, e palustre
Ma tolgan d`arte, hor di facondia`l vanto
Se beltà, se virtù bear mai puote
Se`l pregio illustra immortal rende`l canto
Ben Veneranda, è VENERANDA Illustro.